Scala Contarini del Bovolo
Nascosta all'interno di una piccola corte,
alla fine di una stretta calle, laterale al Campo Manin,
emerge singolare in tutta la sua straordinaria eleganza
la Scala Contarini del Bovolo. È uno dei
più singolari esempi dell'architettura veneziana
di transizione dallo stile gotico, ben radicato nella cultura
locale, a quello rinascimentale. Alla fine del '400 Pietro
Contarini fece aggiungere al suo palazzo tardo gotico di
S. Paternian un nuovo corpo di fabbrica, probabilmente opera
di Giovanni Candi, allo scopo di qualificare visivamente
la facciata interna del palazzo prospicente un piccolo cortile,
un tempo protetto da una cinta muraria. Una serie di logge
sovrapposte congiunge i vari piani alla aerea scala che
si snoda a chiocciola - in dialetto veneziano "bovolo"
- all'interno di una torre cilindrica traforata da archeggiature
ascendenti. Il linguaggio adottato si ispira al Rinascimento,
ma si inserisce in una struttura che nella forma ricorda
i modelli delle torri scalari bizantine, mentre nello spirito
è ancora gotica per l'indifferenza verso la modularità
e la simmetria classiche e per il ricordo delle facciate
colonnari aperte dei palazzi di fine Quattrocento.
La salita della Scala si conclude con un belvedere a cupola
dal quale si può ammirare uno splendido ed inconsueto
panorama: i tetti, i campanili, le cupole di San Marco,
con una visuale sull'intera città.